martedì 22 dicembre 2015

Evocando - Mara Cerri

Evocando

La parola "evocare" risuona in me di antichi echi; corre e sguscia tra gli angoli delle pareti come fumo, sale dalla pianura come nebbia sollevando granelli luccicanti di polvere che si depositano, senza un rumore, dove è difficile vederli.
Rimangono lì, 
silenziosi, a volte per anni, accucciati calmi in un angolo. 
Poi basta poco per farli tornare a galla, come piccole bolle d'aria.

Questo il potere di alcune immagini,
Ho sfogliato due libri, in tempi lontani e in luoghi diversi, due libri che non avevo accomunato, che avevo succhiato con gli occhi e lasciato depositare finché li ritrovo vicini e mi rendo conto che, per tutto questo tempo, erano rimasti dentro di me a maturare.
E solo allora mi accorgo che non erano solo la mia sensazione ed il mio ricordo ad accomunarli ma dividevano qualcosa di ben più grande, la stessa autrice.

Nell'uno, raccoglie a ritroso piccoli sassetti lasciati lungo il percorso, per ritrovarsi bambina.
Nell'altro, guarda in alto, cammina, spera, desidera, si conosce.

Figure che emergono da una tazza di latte o dietro una tenda velata che balla di vento d'estate.
Figure delicate, metafore poetiche, che sfumano fino a scomparire.
Per un'immagine di donna sensibile, completa, che custodisce e culla teneri ricordi, che guarda, ancora, con occhi bambini la sua stella cadente.

Non c'è niente da fare, alcuni libri si comprano per i bambini, alcuni si comprano per sé.
Una frase, da Borges, che Mara Cerri ama:
" il libro è lo specchio d'ogni volto che sopra vi si china"


"prima nei segni sul foglio che cercavano di raccontarmi com'ero in quel momento. Poi sono arrivate le parole a dare senso ed unità, a spiegarmi quello che stavo facendo... soprattutto quello che stavo desiderando perché questo libro è un libro di desideri, il tentativo di sfuggire alla pesantezza che a volte mi prende ed è il peggior nemico”.
(dall'intervista per Alicenelpaesedeibambini)
            IL TEMPO SI FERMA CON LE FORCINE
    “I capelli cresciuti sono il segno del tempo trascorso e quelli di mia nonna sono capelli lunghi. Sono la sua vita grigia che ha fatto le doppie punte e che lei raccoglie in testa con le forcine. Ferma tutti i capelli nella sua crocchia, a far più brevi le distanze tra i ricordi vicini e lontani…”
                                                                              Da Dentro gli occhi cosa resta.





venerdì 18 dicembre 2015

A ritrovar le storie

Un gioco dell'oca in caselle di vita.

Un libro, un gioco, uno spettacolo teatrale. 
Un invito, un invito a raccontare e raccontarci.
Un turbinio di parole, catturate nel vento, che aprono finestre su storie, su mondi, su vite;
un turbinio di voci, ognuna uguale e ognuna diversa, ognuna giusta e ognuna sincera.

"La memoria è l'erba tagliata, 
l'abbraccio di nonna,
è profonda come un pozzo"
                        Dalla presentazione-spettacolo alla Fiera di Roma

Un invito che cerco di seguire e di cui sto facendo, anche qui, la mia bandiera, convinta che le storie che raccontiamo, le storie di noi, sono valore.
Insieme, per mano, a ritrovar le storie, a risvegliar le storie, entrando in punta di piedi nella stanza e parlando sottovoce come si fa con un bambino.
Storie che:

"Tanto tempo fa, quando i pesci volavano e le rape crescevano sugli alberi, le storie se ne andavano a spasso portate dal vento. Uomini, bestie, piante, tutti erano protetti dal suono delle parole che, intrecciandosi raccontavano e raccontavano.
Poi, chissà quando, le parole cominciarono a sbiadire, a rimpicciolire. Accadde lentamente. Le poche parole rimaste accorciarono le storie, i ricordi si fecero invisibili, le bocche mute."

Mia nonna cuciva grandi coperte patchwork, tanti pezzetti di stoffe diverse davano vita ad un immenso tappeto danzante. Su questa splendida terra di colori ascolto, ascolto come una bambina, la dolce voce che racconta e sembra conoscere tutte le storie del mondo e sembra voglia ascoltare proprio i miei occhi per mettere anche le mie storie nel suo grande baule, nella sua immensa coperta patchwork.
La ascolto e ricordo.
Nonno che mi spinge sulla bicicletta con le rotelle giù per la discesa,
le scarpe di vernice che son durate un giorno come farfalle,
l'albero di magnolia nel cortile della scuola,
il tesoro di pietre e piume nella scatola sul soppalco,
Vestito: il vestito smesso da mia cugina e finalmente mio,
So fare: ...
qui, nel paese di Tarot, sento che, veramente, tutto va bene, non devo cercare difficili risposte da adulta, posso dire:
"so raccogliere quadrifogli" 
e un nuovo mondo di poesia si schiude.






martedì 15 dicembre 2015

Consigli per gli acquisti

Mi hanno chiesto in tanti di consigliarli per dei regali ed io, che odio i regali di Natale e penso che si debba conoscere la persona a cui si fa un regalo, posso solamente consigliarvi alcuni dei libri che in questo momento mi piacciono di più!


"Canti dell'attesa" scritto da Sabrina Giarratani e illustrato dalla bravissima Sonia Maria Luce Possentini, disegni di luce e parole profonde per tutte le mamme. 21 poesie per le mamme in attesa.

  






Un divertentissimo albo illustrato di Isol su un misterioso segreto di famiglia, un segreto che accomuna tutte le famiglie e che parla molto della perfezione e dell'ideale di perfezione. Le famiglie alle 6 di mattina, quando sono senza difese.


Novità editoriale di Orecchio Acerbo, illustrato magistralmente da Alessandro Sanna. Una storia raccontata attraverso immagini poetiche che ci restituisce la genesi del classico ed un punto di vista tutto nuovo.
Di lui avevo già parlato qui.








Perché non sognare un po' a Natale e immaginarsi di nuovo in estate, con cuffietta e occhialini pronti per un tuffo in un albo illustrato senza parole ma con molta fantasia.


Viaggio fantastico in un mondo tutto sotterraneo ma in realtà molto più simile al nostro di quanto pensiamo. Divertente e affascinante.









Perché no? Le fiabe originali dei fratelli Grimm tradotte in italiano e magistralmente illustrate da Fabian Negrin, per riscoprire storie che conosciamo a metà.



Esilarante storia di amicizia e fantasia, quei giochi che solo ai bambini possono venire in mente!


mercoledì 9 dicembre 2015

Diario della Fiera: Libri per conoscere il mondo


Meravigliarsi di ogni cosa è il primo passo verso la scoperta.
Louis Pasteur

La curiosità e la meraviglia sono due attitudini del bambino che, alcuni di noi, riescono a portare anche nella propria vita di adulti. 
Due attitudini che ritengo fondamentali per poter iniziare un percorso di conoscenza.
Purtroppo, spesso, la scuola, invece di rafforzare e stimolare queste fiammelle le lascia spegnere, se non le soffoca. Eppure sarebbe così semplice soffiarci sopra e alimentarle ed è così bello vedere la conoscenza che si struttura sotto i nostri occhi, passo dopo passo, scoperta dopo scoperta, con occhi contenti.
Anche quando sembra ormai spenta, ho potuto constatare, basta poco per farla riemergere da sotto la cenere. Non c'è presunzione da parte mia, anzi, so quanto sia difficile nella vita di tutti i giorni portare avanti questo intento, a volte sembra quasi impossibile.

Io credo che una delle strade per poterlo fare sia l'utilizzo dei libri divulgativi a scuola ed a questo sto dedicando la mia Tesi. 
Non è semplice trovare incontri che parlino di Non Fiction e in particolare di divulgazione, così appena ho letto il tema mi ci sono fiondata!
Come ha fatto notare la bravissima relatrice, Eleonora Rizzoni, si tratta ancora di una "sorella minore" rispetto alla narrativa per l'infanzia, sia come produzione che come richieste.
Eppure, tanto è cambiato nel panorama internazionale ed anche in quello italiano.

Non mi dilungherò in descrizioni e approfondimenti perché mi propongo di tenervi aggiornati step by step sull'evoluzione del mio studio qui sul blog. Mi limiterò, quindi, a raccontarvi i punti salienti dell'incontro e a presentarvi i libri mostrati.

Cos'è un libro di divulgazione?
Un libro che espone in forma semplice ed accessibile contenuti e nozioni. Un libro che attiri la curiosità dei bambini e risponda alle loro domande o, ancora meglio, li spinga a cercare risposte alle loro domande sopite.
La caratteristica principale che un buon libro di divulgazione deve avere è riuscire a combinare interattività e precisione di contenuti.
Inoltre, sono libri senza età, infatti, a seconda del livello con cui vengono letti (scoperta, sistematicità, occasionalità) sono in grado di adattarsi alle diverse necessità del pubblico.

Molti modi di fare divulgazione, nuove proposte-nuove idee:

Il libro delle terre immaginate
L'ippocampo edizioni

Ora tutti sappiamo che la terra è rotonda (in realtà ellittica) ma prima gli uomini come se la sono immaginata nel corso dei secoli e delle culture?
Un libro del 2009 che ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione.










Mappe
Elettra Kids
Libro di divulgazione che con le sue grandi pagine ricche di particolari ha sbancato il botteghino e conquistato grandi, piccoli e anche le scuole!


Zoottica
Ippocampo Edizione


Come vedono gli animali? Divulgazione e finestrelle. 
Da piccola mi chiedevo sempre se i gatti vedessero in bianco e nero e ricordo i miei provavano a rispondere ma, infondo, sono quelle domande tutte particolari dei bambini a cui neanche i grandi hanno risposte.
Vedemmo un'intera puntata di SuperQuark ma ancora non mi sentivo soddisfatta, peccato non aver avuto questo libro! 





Il mondo segreto delle piante
Editoriale Scienza

Botanica per bambini? Sì, è possibile!
Un libro che permette di riscoprire, finalmente, la dignità e veramente il mondo dietro le piante che ci circondano in maniera così silenziosa, spesso da arrivare a dimenticarle.









Molto altro ci sarebbe da dire, e molto altro sarà detto: stay tuned! 

Diario della Fiera: Tante voci per una domanda




Vi ho tenuto costantemente aggiornati sulla mia pagina Facebook qui ed ora è arrivato il momento di raccontarvi qualcosa più nello specifico.
Mi sembra impossibile raccontare tutto, intanto perché questa è stata, prima di tutto, una grande esperienza personale, nel mettermi in gioco e nel propormi, cosa per me non semplice, e poi è stata una Fiera seguita dall'inizio alla fine con devozione e attenzione quasi maniacale!

Tema portante dell'area ragazzi e degli incontri una domanda: "Che cos'è un bambino?"

Partendo dall'omonimo albo illustrato di Beatrice Alemagna pubblicato da Topipittori si è cercato attraverso diverse prospettive di trovare una risposta: una risposta da grandi ed una risposta da bambini. 
Riflettere sull'identità è fondamentale, sia per cercare di definirci, per ritrovare i "nostri bambini", per comprendere e soprattutto imprescindibile per chi ai bambini si rivolge.
Ognuno nasconde un'idea di bambino, spesso inconsapevole, creata dalle proprie esperienze e dal contatto che ha avuto con l'infanzia.

Il mio biglietto, scritto con un po' di vergogna, coprendolo con la mano come una bambina sul diario segreto, dice: "Paura senza parole".
Il biglietto, tra i tanti appesi, di una bambina dice: "Un bambino è un personaggio come un adulto, solo ancora in svolgimento".

Tavola rotonda: Tante voci per una domanda
Giovanna Zoboli, editrice di Topipittori, ha raccontato la storia del libro della Alemagna, tra dubbi, pregiudizi e successi, mi piace riportarne alcuni tratti.
Il libro nasce ad una fiera del libro di Bologna in cui, l'ancora piccola, casa editrice dei topi incontra Beatrice che porta loro un manoscritto dicendo: "Questo è proprio per voi!" Da allora il libro vede un inaspettato e grandioso successo, tradotto in 10 paesi, sempre attuale, ha convinto anche il più restio pubblico inglese, diventando addirittura manifesto dei Topipittori.

Le principali reticenze:
- non ha trama;
- è un libro da grandi mascherato da libro per bambini;
- le immagini sono brutte.
Ebbene, anche io, in un tempo lontano l'ho regalato ai miei genitori a Natale, convinta, forse, che un genitore potesse capirlo meglio di un bambino, e, "signore perdonami perché non sapevo quello che dicevo", ho pensato che il testo fosse più bello delle illustrazioni, così strane...illustrazioni che, ora capisco, mostrano bambini veri, lontani dall'ideale, volutamente spigolosi e brutti, bambini con l'apparecchio e bambini che si scaccolano, bambini in cui i bambini si riconoscono.

Importante, allora, l'immagine del bambino, anzi, l'immagine dei bambini.
Giulia Mirandola ci porta a spasso in una carrellata di disegni e fotografie di bambini di tutti i tipi, bambini ribelli, bambini giocosi, sognatori, in un gioco che invita a proseguire: guardare i bambini e le bambine delle figure e riconoscerne le caratteristiche e le differenze.
Mentre parla, sullo sfondo un bambino si tuffa in un blu pennarello, un blu di possibilità e di incognite, rischio e scoperte, un blu che potrebbe essere cielo e potrebbe essere mare, in un tempo sospeso, un fermo-immagine in aria. 
E forse proprio questo è un bambino.

Conclude l'incontro Carla Ghisalberti, che soprattutto chi vive a Roma conosce bene, e, partendo dalla lettura del libro, ci rimanda quattro caratteristiche fondanti di un bambino per lei, ognuna con esempi di grandi illustratori contemporanei raccontati in modo meraviglioso:

la capacità di non mentire, mostrare le cose per come sono;
Illustrazione di Marina Girardi
il mistero dell'infanzia;
Illustrazione di Heidelbach

l'orientamento, bambini alla ricerca che si ingegnano, bambini che trovano soluzioni;

Illustrazione di Oliver Jeffers



"Bambini rasposi", mi è piaciuta tantissimo questa definizione, bambini inafferrabili, arrabbiati, dispettosi, perché i bambini sono anche questo.
Illustrazione di Isol





venerdì 4 dicembre 2015

Dietro il T-Rex, una sognatrice

La prima cosa a colpirmi è stato il nome, così buffo, e poi sono arrivate le immagini e poi ancora le parole e la persona.

Il T-Rex a pois si racconta per Puntiamo in alto e si racconta con onestà e semplicità, mostrandosi con i suoi sogni ed i suoi timori. Mi perdo tra le sue parole e mi ci ritrovo profondamente, più vicino di quanto pensassi.


Ogni storia inizia con un C’era una volta raccontaci il tuo C’era una volta. 

C'era una volta e senza dubbio c'è ancora, una sognatrice. Una bambina silenziosa, ma con tante storie da raccontare e tanti mondi da scoprire. Curiosa e convinta che nella vita nulla fosse assolutamente impossibile. Era solo necessario trovare il modo giusto per farla funzionare. Mi annoiavo facilmente, cercare continuamente cose nuove da inventare riempiva le mie giornate.

Che bambina eri? Che rapporto avevi con i libri? Il libro del cuore della tua infanzia?
Fin da molto piccola sono sempre stata affascinata dalle storie. Lette o raccontate!! Mio padre invece delle favole classiche, che non erano evidentemente di suo gradimento, mi raccontava Iliade e Odissea, "parafrasando" un po' i personaggi per renderli buffi e meno " alti". Mia madre mi leggeva i racconti di Gianni Rodari da " La freccia azzurra" a " Il gatto viaggiatore", tentando inutilmente di farmi addormentare. Ma come si poteva dormire quando era cento volte meglio provare a fuggire dalla bottega della Befana o cercare di evitare i massi lanciati da Polifemo?? Appena un po' più grande ho incontrato il mio vero amore : " La fabbrica di cioccolata" di Dahl con le illustrazioni di Quentin Blake. In quel racconto c'era tutto ciò che più mi piaceva : personaggi buffi, avventura, disegni bellissimi e..la cioccolata!!

Quando nasce la tua passione?
La passione per il disegno credo sia nata insieme a me. Non ricordo eventi della mia vita in cui non avessi a portata di mano un vecchio quaderno su cui scarabocchiare. Disegnare mi permetteva di creare ciò che desideravo così un'agenda dell'anno precedente si trasformava in un libro di incantesimi, o il prezioso taccuino di un avventuroso archeologo. Se potevo immaginarlo, potevo disegnarlo e renderlo reale.

Che ostacoli hai incontrato?
Tanti, tantissimi. Molti sono ostacoli " del cuore" dovuti a tante mie insicurezze e paure. La fatica più grande è stata capire come concretizzare questa mia passione. Capire come fare in modo che la mia non restasse solo una passione o un passatempo, ma prendere coscienza di quanto il disegno fosse fondamentale nella mia vita e dedicarci l'impegno necessario, senza disperdere energie a rincorrere altre opportunità che all'apparenza sembravano migliori, ma che non mi avrebbero mai fatto sentire altrettanto realizzata. E poi senza dubbio la continua incertezza e impalpabilità di questa professione che ogni giorno deve essere ricreata da zero.


Storie colori

Che tecniche usi per realizzare i tuoi lavori?
Innanzitutto lavoro al 99% in modo "analogico", ovvero faccio interventi digitali solamente alla fine se sono necessarie correzioni minime, ma i miei disegni nascono e crescono interamente a mano. Non ho una tecnica che uso in assoluto,  sicuramente non manca mai un intervento con le matite colorate, ma la basi possono essere assolutamente varie, dagli acquerelli all'acrilico alla china. E poi ho una passione sfrenata per la carta, per cui mi piace sperimentare molto anche supporti diversi, non solo dal punto di vista della grammatura, ma anche delle tonalità o dei materiali. Mi piace scoprire ogni volta come le matite e i pennelli reagiscono a contatto con una materia nuova. Arrivare ad avere uno stile personale e riconoscibile è molto difficile, riuscire ad essere sempre coerenti anche se le tematiche variano da un lavoro all'altro è un percorso che richiede tempo. Sono ancora molto lontana dal poter dire di aver trovato il mio stile, ma continuo a studiare ad esercitarmi e a sforzarmi per poter definire al meglio una mia identità.


Che storie racconti attraverso le tue immagini?
E' difficile spiegarlo a parole, le immagini parlano per me. Disegnare è comunicare quindi al di là del contenuto espresso chiaramente come soggetto dell'immagine, ci sono una serie di contenuti che potremmo definire latenti che raccontano cose che il testo non esprime. Ma ognuno percepisce qualcosa di diverso. Io spero di suscitare emozioni in chi guarda, belle o brutto, l'importante  è non lasciare indifferenti. E mi auguro di far trasparire l'impegno che metto in ciò che faccio.

A cosa/chi ti ispiri?
Fare un solo nome per me è impossibile, ci sono decine di artisti che hanno influenzata e mi ispirano e quando dico artisti intendo illustratori, ma anche pittori, musicisti, fotografi,registi, grandi nomi, ma anche gente meno nota , ma che in qualche modo riesce a fissare con una tecnica l'emozione di un istante. Ti faccio tre nomi strettamente legati al mondo dell'illustrazione Oliver Jeffers, Olivier Tallec e Shaun Tan.

Come nascono le tue idee?
Osservando il mondo e quello che di bello si nasconde dietro le cose che quotidianamente abbiamo davanti agli occhi, ma che non sempre abbiamo la pazienza di guardare con attenzione. Ma il grosso delle mie idee non nasce da qualche illuminazione o ispirazione divina, non credo nell'ispirazione. E' necessario mettersi al lavoro, provare, fare schizzi, studiare i soggetti. Le idee pian piano arrivano e le cose prendono vita


Come una vedetta pirata

Se chiudi gli occhi, dove vorresti essere? Come vorresti realizzarti? Cosa vorresti realizzare?
Mi piacerebbe viaggiare più di quello che già faccio, questo mi permetterebbe di avere a disposizione altre migliaia di immagini da custodire nella mia personale ricerca iconografica. Anzi un mio sogno è proprio quello di poter illustrare guide o libri di viaggio. E mi piacerebbe anche poter lavorare con una casa editrice straniera, per potermi confrontare con un metodo di lavoro nuovo.

Speri di fare della tua passione il tuo lavoro?
Certamente. Ad oggi sono riuscita a renderlo un lavoro part time, , dedico una mezza giornata all'illustrazione mentre l'altra mezza sono ancora costretta a svolgere lavori diversi. Mi auguro veramente che il disegno possa occupare uno spazio sempre maggiore.

Quali sono le cose che ti piacciono di più di questa attività e quali le criticità?
E' un'attività creativa quindi stimolante e ogni giorno nuova e per una che come me non ha pazienza e ha la "noia facile" è l'ideale. Ma il suo pregio è anche il suo difetto, ogni giorno deve essere reinventata, richiede tanto tempo a fronte di un'insicurezza costante e ogni tanto il peso si fa sentire. In più in Italia il mondo dell'illustrazione è ancora troppo poco conosciuto e considerato un mercato editoriale di secondo ordine rispetto al altri paesi.

Ogni storia ha bisogno di un finale, tu qualche scegli?
Vissero tutti felice perché contenti di essere ciò che sono e di essere diventati ciò che volevano essere.



Ed ecco "Snow" l'immagine che troverete per tutto il mese di dicembre come copertina della pagina facebook di Silviapunto.

"Con l'immagine di copertina vorrei invitare tutti a non dare per scontate le cose che ci circondano e prendesi cinque minuti al giorno per guardare quanto è bello il mondo che ci sta intorno. Per farlo ho scelto la neve che sa rendere magiche tutte le cose. E come ogni dicembre la sto aspettando con trepidazione."


Risultati immagini per fiabe in rosso tata maschio



Fresco fresco di stampa il libro che ha illustrato "Fiabe in rosso", Verba Volant Edizioni. Un bellissimo progetto di cui potete leggere tutto qui!

    





lunedì 30 novembre 2015

Vorrei un tempo lento

Vorrei un tempo lento lento

Vorrei un tempo attorno per fare un po' di tutto e crescere ogni giorni, prima fiore, poi frutto.

Per leggere il titolo devi respirare.


Non puoi leggerlo veloce, tutto d'un fiato, i bambini non ci cascano, ridono e ti smascherano!
Tu che leggi, non vuoi un tempo solo lento ma lo vuoi lento, lento;
è quel secondo lento che ti frega, che ti invita: 
"Aspetta, non aprire ancora il libro, assapora la parola ancora un po'..."

E' il passo nel fango, è la corsa sulla sabbia,
è il lasciapassare per entrare nel mondo del tempo sospeso, una bolla tra tempo e sogno in cui è possibile riposare.
Un libro che non puoi leggere di fretta ma da gustare come una caramella, piano piano, lento lento in tutti i suoi dettagli.

Su un'amaca di versi,
cullato dai colori,
qui e non qui,
tutto il resto fuori!





"Vorrei un tempo lento lento" compie un anno in questi giorni.
Edito nel novembre 2014 da Lapis edizioni.




lunedì 23 novembre 2015

Toccare il cielo con un dito

Una domenica diversa,
nella calda e accogliente Città del Sole Esquilino,
le mie dita passeggiano libere tra morbide suggestioni e ruvide superfici.
Provo a chiudere gli occhi e dare vita ad un paesaggio, ad una storia;
le mie dita ballano e da tanto non sentivo le mie mani così vitali.

Varco un confine, quello del consueto,
e mi ritrovo in un fascinoso mondo di carta ma anche stoffa, plastica e fili di vento di lana.

Leggere con le dita,
non solo per ciechi, essendo pure un'ottima occasione di integrazione, ma fornendo un diverso approccio ed una diversa visione di libro.
Un libro sempre più "naturale" che richiama il nostro primitivo, un libro che non necessita neanche troppo di una mediazione linguistica, in cui la storia si crea sotto la pelle e dentro la pelle più che nella testa e sulle labbra.
Un libro che lascia moltissimo spazio all'istinto.

E tutto può creare un libro tattile, tutto può creare una storia, e tutto può essere rappresentato, anche un temporale estivo, basta rispondere alla domanda "Come?"
La risposta non sempre è semplice, come ho potuto sperimentare sulla mia pelle nel laboratorio, e richiede un cambio di prospettiva radicale, un processo di semplificazione e concettualizzazione, un fidarsi ciecamente che, forse, per noi grandi, risulta ancora più innaturale.
A volte, le cose semplici sono le più difficili.

Alla domanda ha risposto, raccontando con passione la sua esperienza ai bambini, Gioia Marchegiani, grande illustratrice e donna di grande tatto.
Quello che ho visto, anche a scuola, è che i bambini amano sapere da dove vengono le storie che gli saranno lette, così come amano sapere da dove proviene il libro che stringono tra le mani e che percorso ha seguito per essere proprio così com'è, un percorso, che non è fatto mai da un libro solo ma dai nonni e gli avi di quei fogli che sono giunti fino a loro.

Un racconto di un dietro le quinte appassionante e affascinante in cui nulla è lasciato al caso e che soltanto una intelligenza vivace e capace di mettersi in discussione intraprende.

Un libro che insegna ai bambini il rispetto per un materiale delicato, il valore delle scelte, il porsi domande, la ricchezza della diversità.
Una storia che insegna il valore dell'amicizia e della fantasia, con soluzioni inedite.

E poi tutti con le mani in pasta, anzi in carta, a ritagliare, incollare, discutere, provare e riprovare per per creare la nostra illustrazione tattile.

Un laboratorio ed un'esperienza, in grado di toccare realmente nel profondo il bambino, e non solo, permettendogli di sperimentare uno sguardo alternativo.Un laboratorio che mi riprometto di portare con me in classe.

Una volta fuori la città sembrava ancora di morbida stoffa, i palazzi di carta vetrata, le vetrine di stagnola, le nuvole d'ovatta ed il cielo di velluto.






Il libro tattile "Una storia che sale molto in alto" di Gioia Marchegiani ha partecipato al concorso "Tocca a te", promosso dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi per stimolare la produzione di libri tattili per l'integrazione tra vedenti e non vedenti, ed è stato premiato tra i cinque finalisti.